Politiche abitative

Casa. L’impegno della Regione Emilia-Romagna per le Politiche abitative

Patto per la casa, 7 milioni di euro in più per il fondo affitto e 124 milioni dal PNRR per l'Edilizia residenziale pubblica. La vicepresidente Schlein: “Vogliamo dare risposte ai nuovi bisogni sociali, che sono sempre più impellenti”

Nuovi passi in avanti per il Piano per la casa della Regione Emilia-Romagna, che si incardina su tre pilastri: 124 milioni sull'Edilizia residenziale pubblica, 7 milioni di euro in più per il fondo affitto e Patto per la casa.

Tre maxi-provvedimenti a sostegno dell’abitare, che la Regione Emilia-Romagna ha messo a punto per offrire un aiuto concreto a persone e famiglie in difficoltà, anche a causa della crisi economica e sociale causata dall’emergenza Covid, presentati oggi in videoconferenza stampa dalla vicepresidente con delega al Welfare e alle Politiche abitative, Elly Schlein. Presenti inoltre Lanfranco De Franco, assessore alle Politiche abitative del Comune di Reggio Emilia e referente Anci regionale, e Andrea Casagrande, presidente Acer Modena e coordinatore regionale Acer.

Diritto all'abitare. Il Piano della Regione Emilia-Romagna“Il Piano per la casa cui ci siamo impegnati vede oggi tre straordinari passi in avanti. Altri 7 milioni di euro sui contributi per l’affitto, che si aggiungono ai 51 già stanziati da inizio pandemia. 124 milioni di euro in arrivo dal Fondo Complementare per il PNRR, che insieme ai 20 milioni regionali cambieranno il volto dell’edilizia residenziale popolare nel segno della sostenibilità, sicurezza sismica e accessibilità. Una tale mole di risorse per la casa non si erano mai viste- ha sottolineato la vicepresidente Schlein-. Inoltre, oggi avviamo il terzo importante tassello che è il nuovo Patto per la casa che stiamo costruendo coi territori e su cui parte una ricognizione rivolta a individuare alloggi privati inutilizzati disponibili a partecipare. Costituisce un ulteriore aiuto alle persone e famiglie che, anche a causa della crisi determinata dall’emergenza Covid, hanno subito una riduzione del proprio reddito e faticano a trovare risposta dal mercato privato per trovare un appartamento in affitto. Il documento presentato oggi rappresenta la prima tappa di un percorso di approfondimento che porteremo avanti con i Comuni capoluogo, i Tavoli territoriali di concertazione delle Politiche Abitative e la Conferenza della Città Metropolitana di Bologna, per la completa definizione Patto per la Casa Emilia-Romagna”.

“Si tratta di un programma di aiuti all’abitare- ha proseguito la vicepresidente- che ha anche connotazioni di grande rilevanza sociale, poiché vuole promuovere il recupero di alloggi oggi non utilizzati, senza consumo di ulteriore suolo, per cercare di accrescere l’offerta di appartamenti a canoni contenuti e sostenere il mercato degli affitti offrendo, nel caso del ‘Patto per la casa’, garanzie adeguate ai proprietari di immobili, per ricostruire un clima di fiducia e recuperare alloggi ad affitti calmierati grazie ai contributi regionali, da destinare alle fasce più in difficoltà sull’affitto”.

“Proseguiamo nell’impegno per garantire il diritto alla casa- ha concluso Schlein-, contrastare le diseguaglianze e dare una risposta pronta anche ai nuovi bisogni sociali, sempre più impellenti. E con particolare attenzione alla sostenibilità energetica e ambientale”.  

 

Il Patto per la casa

Cuore del Piano per la casa è il programma “Patto per la casa Emilia-Romagna”, rivolto a cittadini che si pongono in una fascia di reddito medio-bassa: una fascia intermedia, composta da giovani coppie, famiglie numerose o con un solo genitore, anziani, disabili, stranieri o persone che lavorano in modo precario. Persone che faticano a permettersi una casa in affitto a prezzo di mercato ma che non hanno i requisiti per poter ottenere le case di edilizia residenziale pubblica (Erp).

Si tratta di un progetto di housing sociale, approvato in questi giorni dalla Giunta regionale, che inizia ora il suo percorso con un obiettivo chiaro: cercare soluzioni abitative a chi per necessità (contratti di lavoro instabili, redditi medio-bassi, inaccessibilità ai mutui, ecc.) o per scelta (presenza sul territorio per periodi limitati) non riesce a trovare nel mercato libero soluzioni idonee alla propria condizione.

Per realizzarlo è previsto un investimento regionale di 7 milioni di euro: 4 milioni nel 2022 e 3 nel 2023.

Il programma è incentrato su una forte collaborazione con gli Enti locali, che saranno i beneficiari delle risorse; con i fondi ricevuti potranno quindi scegliere di attivare specifiche strutture dedicate all’avvio e gestione del programma stesso, come ad esempio agenzie per la locazione, oppure potranno convenzionarsi con soggetti detentori di patrimoni immobiliari (Acer, imprese, cooperative, altri soggetti pubblici) o in grado di assicurarne la gestione per le finalità del programma.

La Regione ha avviato questa settimana una ricognizione per ricevere manifestazioni di interesse non vincolanti, su tutto il territorio regionale, di alloggi ad uso abitativo disponibili per questo programma, i cui dettagli saranno definiti insieme ai Comuni entro marzo 2022. Si cercano piccoli proprietari che abbiano un alloggio vuoto o soggetti che abbiano più alloggi non utilizzati, disponibili a darli in locazione per almeno 5 anni ai Comuni o ai soggetti con essi convenzionati, che li gestiranno con il contributo dei fondi regionali per calmierare ulteriormente gli affitti, fornendo un elemento di forte garanzia e occupandosi direttamente della gestione e dell’individuazione degli inquilini che ne abbiano i requisiti.

Le informazioni sul progetto e per rispondere alla ricognizione sono consultabili sul sito web regionale Territorio, al link https://territorio.regione.emilia-romagna.it/politiche-abitative/patto-per-la-casa-emilia-romagna  

 

Fondo per l’affitto

Con un secondo provvedimento, prosegue e si rafforza invece l’impegno della Regione Emilia-Romagna per aiutare le persone in situazioni di precarietà impreviste, che affrontano problemi di diminuzione del proprio reddito, soprattutto a causa della perdita o riduzione del lavoro, e faticano a sostenere mensilmente la spesa per l’affitto di casa. 

Ulteriori 7 milioni di euro di risorse proprie (per l’esattezza 7.068.278) per il Fondo Affitto 2021, dopo i 33 assegnati tra inizio anno e ottobre, che raggiunge i 40 milioni di euro complessivi.

Il pacchetto di risorse aggiuntive consentirà a Comuni e Unioni di Comuni di proseguire con l’assegnazione dei contributi per l’affitto a chi ha i requisiti per ottenerli, attraverso lo scorrimento delle due graduatorie già formate ad aprile: quella che riguarda persone o nuclei con un Isee annuo fino a 17.154 euro, e quella relativa a persone o nuclei con un Isee annuo fino a 35mila euro che abbiano subito una diminuzione del reddito di almeno il 20% durante il lockdown, che con le risorse già stanziate è già quasi esaurita. I Comuni potranno decidere di utilizzare queste risorse anche sul prossimo Fondo affitto 2022.  

 

Edilizia residenziale pubblica

Infine, la terza misura, finanziata dal Fondo Complementare al PNRR e finalizzata ad ammodernare e qualificare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica dell’Emilia-Romagna. Patrimonio che gli ultimi dati disponibili riferiti al 2020 e resi noti dall’Osservatorio per le politiche abitative della Regione (in via di aggiornamento) si quantifica in circa 56.470 alloggi, per oltre il 95% gestito dalle Aziende Casa dell'Emilia-Romagna (Acer).

Obiettivo del provvedimento: riqualificare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, con particolare attenzione agli aspetti della sicurezza sismica e della prestazione energetica, anche promuovendo soluzioni a consumo zero, per dare edifici più efficienti e sicuri al sempre più diffuso e pressante fabbisogno abitativo, aggravato dal perdurare della pandemia.

A disposizione 124 milioni di euro: la quota assegnata all’Emilia-Romagna nell’ambito del Programma “Sicuro, verde e sociale”, varato dal Governo per la riqualificazione dell’Edilizia residenziale pubblica, che prevede per gli Enti locali la possibilità di investire per migliorare e adeguare le caratteristiche sismiche ed energetiche delle case popolari, di acquistarne di nuove per ospitare le famiglie durante i lavori, di valorizzarne i cortili, le parti comuni e le aree verdi.

Per utilizzare queste risorse, la Regione ha chiesto ai Comuni e Unioni di Comuni di proporre interventi di riqualificazione del patrimonio per i quali chiedere un contributo. Le proposte sono state sottoposte al Tavolo territoriale di concertazione delle politiche abitative provinciale o alla Conferenza metropolitana di Bologna e da questi trasmessi alla Regione, per i successivi atti da inviare al ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile.  

Gli interventi della Regione a supporto dell’abitare realizzati nell’ultimo biennio

Tra gli interventi messi in campo nell’ambito delle politiche di sostegno all’abitare, storicamente, la misura più rilevante è il cosiddetto Fondo Affitto (composta da risorse di provenienza statale e regionale), che prevede contributi diretti a nuclei familiari per il sostegno dei canoni d’affitto. Le risorse del fondo Affitto 2020 ammontavano a 17 milioni e 650mila euro; quelle del fondo Affitto 2021 a 33 milioni di euro complessivi, cui oggi si aggiungono altri 7 milioni.

Nell’ambito del Fondo 2020 era stato inoltre introdotto un provvedimento dedicato alla riduzione dei canoni di locazione, che ha l’obiettivo di supportare attraverso specifici contributi le rinegoziazioni di contratti in corso (o la loro trasformazione in contratti concordati) tra proprietari e inquilini (anche studenti universitari degli atenei dell’Emilia-Romagna.

Sull’edilizia residenziale popolare la Regione ha avviato un Piano straordinario pluriennale nel 2020 su cui ha già stanziato 20 mln di risorse proprie, e che nel primo anno ha permesso di recuperare in 7 mesi 731 alloggi popolari assegnati a nuclei che erano in attesa. Il programma proseguirà nel 2022.  

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pubblicato il 2021/12/17 14:55:00 GMT+1 ultima modifica 2021-12-20T09:19:30+01:00

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