SEMINARIO DI ASCOLTO IN PROVINCIA DI RAVENNA #04

Lo scorso 16 settembre 2015 l'Assessore ai trasporti, reti infrastrutture materiali e immateriali, programmazione territoriale e agenda digitale, Raffaele Donini, ha formalmente avviato il processo di formazione della nuova legge urbanistica regionale, proponendo un ampio percorso partecipato, la cui prima tappa è l’ascolto e la raccolta di suggerimenti, suggestioni e proposte dai territori. L'incontro presso la Provincia di Ravenna si è tenuto il 4 novembre 2015.

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Chi era presente:

  • Provincia di Ravenna
  • ANCI, 1 Unione di Comuni (Bassa Romagna) e 8 Comuni su 18 (Brisighella, Casola Valsenio, Cervia, Faenza, Massa Lombarda, Ravenna, Riolo Terme, Russi)
  • 5 ordini professionali (Architetti, Ingegneri, Collegio Geometri, Geologi, Agronomi)
  • 10 associazioni di categoria (Confindustria, Ance, Confesercenti, Ascom-Confcommercio, CNA, Confartigianato, Confcooperative, Legacoop, Federazione Coop Ravenna, Coldiretti)
  • 3 Sindacati (CGIL, CISL, UIL)
  • 3 Consiglieri regionali (Bagnari, Bessi, Rontini)

 

Chi ha introdotto:

  • Claudio Casadio, Presidente della Provincia di Ravenna
  • Raffaele Donini, Assessore ai trasporti, reti infrastrutturali materiali e immateriali, programmazione territoriale e agenda digitale

 

Chi è intervenuto:

  • Provincia di Ravenna (Mara Roncuzzi, Assessore Politiche per l’Ambiente e il Territorio)
  • Confindustria (Davide Ceccato)
  • Confesercenti (Roberto Lucchi)
  • Collegio Geometri (Daniele Ugolini)
  • Confcommercio (Luciano Facchini)
  • Provincia di Ravenna (Alberto Rebucci, Dirigente Ambiente e Territorio)
  • Ordine Ingegneri (Massimo Rosetti)
  • Comune di Ravenna (Paola Bissi, Dirigente Economia e Territorio)
  • Unione Comuni Bassa Romagna (Luca Piovaccari, Presidente Unione e Sindaco Cotignola)

 

Quali temi sono stati sollevati:

-          capisaldi della nuova legge: è emerso un sostanziale accordo sui principi e gli obiettivi (territorio/sostenibilità  ambiente/sviluppo), mentre occorre lavorare sugli strumenti per rendere più snella la parte burocratica. Bisogna garantire un’attuazione omogenea della legge (ancor oggi concorrenza ‘sleale’ tra gli strumenti PRG/PSC), e stabilire tempi certi e ridotti di adeguamento. Bisogna inoltre prevedere il congelamento degli strumenti per i Comuni inadempienti. Occorre invertire l’approccio: principi rigidi e rigorosi e strumenti semplici con procedure snelle.

-          consumo di suolo: sui contenuti si è in linea con gli obiettivi della limitazione del consumo di suolo e del blocco della dispersione insediativa (incompatibile con l'obiettivo di garantire una dotazione minima di servizi), salvaguardando però la possibilità di ampliamento delle attività produttive esistenti purchè in luoghi congrui e supportate da un serio progetto industriale. Servono oggi divieti chiari e più cogenti rispetto a quelli della LR 20, ma anche delle disposizioni per eliminare dai piani le previsioni non attuate. Bisogna superare il problema della tassazione IMU sulle aree del PSC.

-          rigenerazione urbana: deve essere un’occasione di sviluppo per il settore edilizio, che si dovrà comunque rinnovare per poter traguardare questo nuovo obiettivo. Serve una leva economica e fiscale per rendere appetibili gli interventi, perché gli incentivi volumetrici non funzionano più, ma anche semplificazioni attuative con iter più veloci e snelli (senza cadere nella deregulation o nella mancanza di controllo). Bisogna fare una scelta drastica verso la riqualificazione urbana anche bloccando la grande distribuzione nella pianificazione commerciale, che deve attestarsi su un livello di area vasta per assicurare scelte di sistema. La riqualificazione urbana pone il problema delle aree inquinate da bonificare per cui è necessaria una valutazione preventiva molto seria e concreta.

-          livelli di governo del territorio: bisogna ragionare sui livelli di pianificazione e su come il mutato quadro istituzionale deve funzionare, tenendo conto del fatto che un controllo terzo è necessario. Pianificazione territoriale: serve l’area vasta  per tenere insieme le previsioni dei Comuni. Unioni: vanno favorite anche negli strumenti di pianificazione.

-          piani urbanistici comunali: bisogna ridurre i livelli di piano comunale, perlomeno passando da 3 a 2. Il significato del POC va sicuramente rivisto. Bisogna riflettere bene sui livelli di cogenza dei piani, circoscrivendo la prescrittività alle invarianti e lasciando flessibilità al resto. Bisogna definire i contenuti minimi della Valsat per capire la sostenibilità di un insediamento e fare una valutazione seria prima dell’attuazione.

-          semplificazione delle procedure: il saldo zero può essere un principio di ‘garanzia’ per permettere l’autoapprovazione da parte dei Comuni, mentre per gli interventi più complessi una verifica terza è imprescindibile. E’ importante la carta unica dei vincoli, già prevista, ma sulla quale occorre lavorare ancora per garantire meccanismi di costante aggiornamento.

 

Registrazione video dell'incontro:

parte prima - parte seconda - parte terza - parte quarta

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ultima modifica 2018-11-02T11:06:03+01:00
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