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Introduzione

Tra il 2018 e il 2019 gli sfratti eseguiti in Emilia-Romagna sono passati da 2.884 a 2.501, con una riduzione del 13,3%. Contestualmente, il numero delle richieste di esecuzione è sceso da 11.501 a 10.987 (-4,5%) e quello dei provvedimenti emessi da 4.164 a 3.774, con una riduzione del 9,6%.

Sono questi alcuni dei dati che emergono dall’ultima relazione a cura dell’Osservatorio regionale del sistema abitativo (ORSA) “Gli sfratti in Emilia-Romagna anno 2019” (PDF - 727.4 KB).

Si tratta del quadro a livello regionale su uno dei fenomeni più importanti di manifestazione del disagio sociale, e che proprio per questo merita di avere a disposizione dati e informazioni per poter valutare e orientare meglio le politiche per la casa.

L’ultima relazione sugli sfratti nella nostra regione mostra un andamento in diminuzione dopo la crescita che si era registrata dal 2000 al 2013 (con la sola eccezione del 2011) e che riporta i valori ai livelli registrati nel 2002.

Va però considerato che per il 2019 al Ministero dell’Interno non sono pervenuti i dati dei provvedimenti di sfratto della provincia di Rimini e sono incompleti quelli della provincia di Reggio Emilia: le statistiche presentate vanno quindi interpretate con cautela.

Se il confronto temporale dei provvedimenti emanati fosse effettuato al netto delle situazioni provinciali per le quali il dato è mancante o lacunoso, il 9,6% prima riportato si ridurrebbe al 6,8%.

L’Emilia-Romagna si colloca al sesto posto tra le regioni per il maggior numero di provvedimenti di sfratto emessi; al terzo posto, dopo Lombardia e Piemonte per gli sfratti eseguiti e, infine, al secondo posto per richieste di esecuzione. In ogni serie la Lombardia risulta al primo posto.  

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, da oltre dieci anni quasi tutte le sentenze di sfratto emesse in Italia e a livello regionale sono dovute alla morosità incolpevole, vale a dire a una situazione di sopravvenuta impossibilità nel pagare il canone di locazione a causa della perdita o della riduzione consistente del reddito del nucleo familiare. Dati, confermati anche nel 2019, che mettono in evidenza un disagio abitativo e una situazione di forte precarietà, che si aspetta in ulteriore aggravamento a causa della pandemia da Covid-19 che ha segnato il 2020.

L’emergenza sanitaria in atto sta infatti incidendo profondamente sulle condizioni sanitarie, sociali ed economiche e sull’andamento dei fenomeni ad esse collegati, richiedendo azioni politiche per contenere il più possibile questi danni.

Tutto ciò comporterà alcune anomalie nelle tendenze dei dati che, nel caso specifico degli sfratti, saranno influenzati anche dal blocco introdotto dal Decreto legge 17 marzo 2020, attualmente prorogato fino a giugno 2021.

Approfondire e analizzare i dati degli anni precedenti sugli sfratti in Emilia-Romagna è quindi importante perché consentirà di valutare meglio il potenziale impatto a questa scadenza.

Per approfondire:

Ultimo aggiornamento: 09-03-2021, 17:50