SEMINARIO DI ASCOLTO IN PROVINCIA DI REGGIO EMILIA #07

Lo scorso 16 settembre l’Assessore ai trasporti, reti infrastrutture materiali e immateriali, programmazione territoriale e agenda digitale Raffaele Donini ha formalmente avviato il processo di formazione della nuova legge urbanistica regionale, proponendo un ampio percorso partecipato, la cui prima tappa è l’ascolto e la raccolta di suggerimenti, suggestioni e proposte dai territori. L'incontro presso la Provincia di Reggio Emilia si è tenuto il 23 novembre 2015.

Chi era presente:

  • Provincia di Reggio Emilia
  • ANCI, Unione dei Comuni dell' Alto Appennino Reggiano e 26 Comuni su 45 (Bagnolo in Piano, Boretto, Cadelbosco di sopra, Campagola Emilia, Canossa, Carpineti, Casalgrande, Castelnovo di Sotto, Cavriago, Correggio, Fabbrico, Gattatico, Guastalla, Montecchio Emilia, Novellara, Quattro Castella, Reggio Emilia, Rio Saliceto, Rolo, Rubiera, San Martino in Rio, San Polo d’Enza, Sant’Ilario d’Enza, Scandiano, Vetto, Vezzano sul Crostolo)
  • 5 ordini professionali (Architetti, Ingegneri, Geometri, Periti Industriali, Agrotecnici)
  • 4 associazioni di categoria (Confindustria, Confcommercio, CNA, Coldiretti)
  • 1 associazione culturale e ambientale (Arci caccia)
  • 1 Sindacato (CGIL)
  • 2 Deputati (Paolo Gandolfi, Maino Marchi)

 

Chi ha introdotto:

  • Gianmaria Manghi, Presidente della Provincia di Reggio Emilia
  • Raffaele Donini, Assessore ai trasporti, reti infrastrutturali materiali e immateriali, programmazione territoriale e agenda digitale

 

Chi è intervenuto:

  • Provincia di Reggio Emilia (Anna Campeol, dirigente Pianificazione Territoriale e Ambiente)
  • Comune di Vetto (Fabio Ruffini, Sindaco)
  • ACER (Marco Corradi, Presidente)
  • Ordine Architetti (Norberto Vaccari)
  • Comune di S. Ilario d’Enza (Marcello Moretti, Sindaco)
  • Comune di Vezzano (Mauri Bigi, Sindaco)
  • Comune di San Martino in Rio (Oreste Zurlini, Sindaco)
  • Confindustria (Bruno Marconi)
  • Comune di Reggio Emilia (Mirko Tutino, Assessore Infrastrutture territorio e beni comuni; Alex Pratissoli, Assessore Rigenerazione urbana e del territorio)
  • Ordine Ingegneri (Stefano Curli)
  • Comune di Fabbrico (Maurizio Terzi, Sindaco)
  • Camera dei deputati (Paolo Gandolfi, Onorevole)

 

Quali temi sono stati sollevati:

-          Capisaldi della nuova legge: Politicamente bisogna affermare un nuovo modello economico come scelta preliminare alle politiche di rigenerazione e contenimento del consumo di suolo.

-          Consumo di suolo: saldo zero invece che consumo zero è un concetto da approfondire per capire cosa si intende. Per le aree produttive bisogna prevedere la riqualificazione delle aree dismesse ma anche nuovi insediamenti dove serve (legge attrattività). Abbiamo il problema dell’invenduto: si propone di inserire tra gli studi preliminari dei nuovi piani la valutazione dell’invenduto e la limitazione alla costruzione di nuovi alloggi fino a che non sia smaltito quello. Abbiamo anche il problema dei residui: bisogna valutarli rispetto alla loro effettiva valenza giuridica e anche capire come togliere le previsioni non più supportate da una vera sostenibilità. Non possiamo eliminare solo le previsioni dei proprietari che lo chiedono perché il rischio è la perdita del disegno del piano e quindi della visione strategica dello sviluppo.

-          Rigenerazione e riqualificazione urbana: se il tema è avviare e sostenere la riqualificazione non bisogna prevedere che si possa innescare concorrenza con dell’espansione, quindi non bisogna più prevedere aree di nuovo insediamento. Il patrimonio edilizio è datato e va rinnovato per ridurre i costi di gestione delle abitazioni: serve un sistema incentivante per gli alloggi, ma anche la rigenerazione del contesto (problema delle infrastrutture a rete e dei servizi). Servono incentivi economici (quelli volumetrici non sono utili) e strumenti finanziari moderni con fondi di garanzia pubblici per finanziare gli interventi di qualità, non la qualità economica di chi interviene. Bisognerebbe attirare sul territorio fondi di investimento che acquisiscano le aree per risolvere il problema della frammentazione delle proprietà.

-          Livelli di governo del territorio: il nuovo ruolo della Provincia con il PTCP, oltre alla funzione strategica, è quello di una funzione ricognitiva e valutativa a supporto dei comuni, di indirizzo e coordinamento degli enti locali per tutte le scelte che hanno effetti di area vasta. Invece c’è il problema della terzietà sulla valutazione dei piani). Perché le Unioni rappresentino veramente la nuova dimensione territoriale per la pianificazione strategia serve una decisione d’imperio, per la loro istituzione di enti di governo prevedendo con un passaggio chiaro delle funzioni, perché l’esperienza mostra che altrimenti non funzionano. La nuova Provincia va pensata come una agenzia di servizio ai comuni, mentre l’Unione dovrebbe essere una nuova unità amministrativa cui compete il PSC d’unione, che contiene parti del PTCP.

-          Piani urbanistici comunali: i tempi della pianificazione sono troppo lunghi ma ciò dipende molto dai comuni e dalle imprese (quindi della scelta politica) che non sono in grado di fornire una visione chiara delle politiche per il proprio territorio e per la propria società. Nel PSC servirebbe una componente programmatica a durata, che poi possa perdere efficacia (come il PGT milanese) e regole di intervento attuattivo che costituiscano un sufficiente quadro di riferimento per la negoziazione successiva. Bisogna svincolare gli interventi dalle proprietà e pensare ad un progetto strategico, . attuabile attraverso uno strumento operativo sufficientemente flessibile (RUE/POC). Il protagonismo deve essere dato al RUE (che definisce gli usi non consentiti, non tutti quelli ammessi): bisogna trasferire i contenuti del POC nel RUE e non avere paura dell’attuazione diretta. I territori sono diversi (ad esempio i comuni della montagna): servono strumenti e contenuti diversi per territori diversi.

-          Semplificazione delle procedure: significa eliminare la Conferenza sul Documento Preliminare lavorando piuttosto direttamente sulla proposta di piano e diminuire i tempi per legge. Se il POC non è in variante al PSC una Intesa tipo CUR è sufficiente perché non c’è discrezionalità politica.

-          Contenuti: c’è un problema di housing (non solo di social housing) legato alla sostenibilità dei costi della casa (affitto, mutuo, spese energetiche, spese gestionali…) per ampi strati della popolazione. Bisogna affrontare il tema in maniera integrata: con la pianificazione bisogna verificare la risposta per le famiglie attuali ma anche per quelle future. Sulle APEA serve concentrare e gerarchizzare, ma anche pensare ad una attuazione rivisitata in senso progressivo. Bisogna superare la visione urbano-centrica: i nuovi temi sono paesaggio di qualità,  economia del territorio agricolo e dissesto idrogeologico. C’è anche il tema del riuso temporaneo per gli spazi vuoti e dimessi da gestire.

 

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ultima modifica 2015-12-15T11:39:00+01:00
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