Qualità Urbana

Terzo settore

Con l’entrata in vigore del D.lgs 117/2017 (cd Codice del Terzo Settore) si stabiliscono nuove modalità di collaborazione tra enti pubblici e terzo settore, valorizzando le tante esperienze collaborative costruite negli anni e per la prima volta riconosciute e normate in modo organico. L’identificazione tra interessi generali perseguiti dai soggetti privati non profit e interessi pubblici ha prodotto un superamento del tradizionale modello bipolare, fondato su rapporti contrattuali tra P.A e soggetti erogatori, per approdare ad una pluralità di assetti regolatori improntati alla ricerca di formule e procedure amministrative capaci di valorizzare la cooperazione tra soggetti pubblici e soggetti lucrativi.

Il codice del terzo settore prevede una pluralità di strumenti tesi a concretizzare nella gestione di beni immobili, in particolare del patrimonio artistico e culturale e dei beni sottratti alla criminalità, che necessitano di interventi di conservazione e valorizzazione.

Tra gli strumenti di collaborazione previsti, c’è la co-programmazione e co-progettazione, ma anche particolari convenzioni che prevedano il rimborso delle spese sostenute dall’ente del terzo settore (Ets) per lo svolgimento di specifiche attività.

Sono previsti, inoltre, una serie di strumenti per facilitare l'utilizzo di beni e immobili pubblici gestiti dagli Enti del Terzo Settore per finalità sociali. Una pluralità di strumenti, ispirati alla trasparenza e alla parità di trattamento, adatti a situazioni diverse, che nascono dall’esigenza di valorizzazione a finalità sociali di beni altrimenti sottoutilizzati o in condizione o rischio di degrado facilitando e incentivando la loro presa in carico da parte del terzo settore, che assume contestualmente un impegno al mantenimento dei beni stessi:

  • il social bonus che prevede incentivi fiscali per le donazioni destinati al recupero di immobili degradati o di beni confiscati
  • la facoltà degli enti pubblici di concedere in comodato propri immobili non utilizzati per fini istituzionali, ad enti di Terzo settore diversi dalle imprese sociali , affinché vi svolgano le proprie attività istituzionali di interesse generale. La cessione in comodato ha una durata massima di trent'anni, con onere del concessionario degli interventi di manutenzione e di mantenimento della funzionalità dell'immobile.
  • la concessione a canoni agevolati ad enti di terzo settore di beni culturali, sfitti e che necessitano di interventi di restauro, previa predisposizione e approvazione di un progetto di gestione del bene che ne assicuri la corretta conservazione nonché il miglioramento della fruizione pubblica e la valorizzazione per svolgervi attività di valenza culturale, artistiche o ricreative, turistica di interesse sociale. Le concessioni sono assegnate per un periodo di tempo commisurato al raggiungimento dell'equilibrio economico-finanziario dell'iniziativa e comunque non eccedente i 50 anni. L'individuazione dell’ente di terzo settore cui affidare il bene avviene mediante le procedure semplificate; con tale ente di terzo settore, la pubblica amministrazione che concede l’immobile può attivare specifiche forme di partenariato tese a valorizzare il bene in forma congiunta e integrata.

TOOLKIT - Linee guida sulle procedure di affidamento ed erogazione dei servizi nel rapporto fra Pubblica amministrazione e cooperative sociali e loro consorzi, destinate agli enti territoriali, ai relativi enti ed aziende strumentali, agli operatori economici.

Persone di contatto per l’Hub: Cinzia Ioppi

Maggiori info e dettagli: https://sociale.regione.emilia-romagna.it/terzo-settore/terzo-settore

Azioni sul documento

pubblicato il 2019/11/27 12:34:00 GMT+1 ultima modifica 2020-09-28T16:45:41+01:00

Valuta il sito

Non hai trovato quello che cerchi?

Piè di pagina