Qualità Urbana

Patrimonio regionale

L’esperienza di valorizzazione degli immobili regionali ha avuto inizio nei primi anni 2000 con l’entrata in vigore della L.R. 25 febbraio 2000 n. 10 recante “Disciplina dei beni regionali – Abrogazione della L.R. 10 aprile 1989 n. 11”, con l'approvazione degli “Indirizzi di Valorizzazione” e con l’adozione del primo “Piano di Dismissione e Valorizzazione del patrimonio immobiliare non strategico per l'Ente”, questi documenti hanno definito i presupposti normativi e di pianificazione per uno degli obiettivi strategicamente rilevanti per l’Ente che è stato ribadito poi in tutti i documenti programmazione economico finanziaria successivi. Il Piano di Dismissione e Valorizzazione del patrimonio immobiliare è stato successivamente aggiornato sino al 2008, laddove in ottemperanza al disposto di cui al Decreto Legge 25 giugno 2008, n.112 convertito con modificazioni nella L. 6 agosto 2008, n.113 e in attuazione dell’art 58 è stato redatto annualmente.

La Regione nel dare attuazione al Piano e raggiungere gli obiettivi prefissati ha adottato strategie che, a grandi linee, possono ricondursi a due categorie di processo, in particolare:

  1. a) percorso di tipo tradizionale: che prende avvio dalla individuazione dei beni non strategici dell’Ente al fine di avviare un percorso di dismissione ricorrendo a procedure di tipo classico con finalità prevalentemente economico-finanziaria tesa a soddisfare l’esigenza di incamerare risorse da destinare ad altre proprie finalità istituzionali:
  2. b) percorso di tipo innovativo: che prende avvio dalla individuazione dei beni da recuperare al fine di avviare un percorso di valorizzazione ricorrendo a procedure di tipo innovativo con la finalità utilizzare i beni stessi quali strumenti produttivi di valore per la collettività: con questo approccio i beni costituiscono capitale sociale restituito alla fruizione pubblica. Tale percorso è stato posto in essere valorizzando i beni regionali attraverso l’affidamento in gestione agli Enti Locali, attuato con l’ausilio delle procedure volte alla valorizzazione degli stessi nell'ambito del circuito pubblico in attuazione del principio costituzionale di sussidiarietà verticale di cui all’art.8 della Legge Regionale sopracitata. In attuazione di questo percorso sono state   perfezionate convenzioni atte a consentire il recupero di immobili e l'uso degli stessi per finalità, di pubblico e generale interesse, proprie delle varie realtà territoriali coinvolte .

Quanto già posto in essere ha consentito di raggiungere risultati più che soddisfacenti, tuttavia all’attualità residuano alla proprietà regionale ancora alcuni beni che difficilmente sarà possibile collocare facendo ricorso alle procedure sopra esposte, questi beni sono indicati alla sezione 2 dell’all. A) alla delibera della Giunta Regionale n. 2105 del 10 dicembre 2018.

Al fine di consentire la prosecuzione del percorso di valorizzazione dei beni regionali è interessante individuare ulteriori e innovative modalità per valorizzare di questi compendi, anche attraverso l'approfondimento delle pratiche legate agli usi temporanei.

Persone di contatto per l’Hub: Paola Gualandi

Maggiori info e dettagli: http://finanze.regione.emilia-romagna.it/patrimonio-regionale

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pubblicato il 2019/11/27 12:34:00 GMT+1 ultima modifica 2020-02-17T09:33:52+01:00

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