sabato 21.07.2018
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Sviluppo, coesione e cooperazione territoriale

Conferenza "Made in Med – Crafting the future Mediterranean"

Il punto sull'evento di aprile che ha segnato la metà del periodo di programmazione del Med.

Il 18 e 19 aprile a Roma si è tenuta la conferenza che ha illustrato i risultati ottenuti nel corso della prima metà del periodo di programmazione del Programma Interreg Med. L’evento - organizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dall'Agenzia italiana per la coesione territoriale e dalla Regione del Sud Provenza-Alpi-Costa Azzurra, Autorità di gestione del Programma – è stato l’occasione per un confronto, per tracciare un bilancio e offrire una panoramica dei progetti finanziati col Programma.

L’area Mediterranea presenta una situazione di continui cambiamenti e forti instabilità in diversi ambiti: è un’area geografica vitale, ricca di risorse e di contrasti, dove le differenze tra macro aree sono molto evidenti. Per questi motivi è necessario un approccio non solo di politiche calate dall'alto, ma anche di spinte e sollecitazioni raccolte dai contesti locali (approccio bottom-up) per affrontare sfide comuni, a partire dagli effetti del cambiamento climatico, migrazioni, innovazione e così via.

È stato dunque sottolineato come la programmazione europea in corso abbia visto nascere molte iniziative, coinvolgendo numerosi stakeholder in attività sempre più concrete nell’ambito dei Programmi e azioni di “governance” capaci di coinvolgere e stimolare non solo gli stati ma anche le Regioni e le reti di Regioni; la la CRPM (Conferenza delle Regioni periferiche marittime), ad esempio, con grande impegno tiene alta l’attenzione sui territori del Mediterraneo nell’attuazione e sviluppo nelle politiche europee che vedano sempre più partecipi le Regioni dell’area mediterranea come le potenziali interlocutrici dello sviluppo futuro dell’area.

L'assessore Patrizio Bianchi, intervenendo alla conferenza, ha affermato: "È fondamentale mantenere il Mediterraneo al centro delle politiche europee di coesione, perché è nel Mediterraneo che risiede la capacità di pace dell'intera Unione europea". Lo strumento della Cooperazione territoriale europea va dunque rafforzato per sostenere le reti di Regioni e favorire meccanismi di governo multilivello, avvicinare aree territoriali con diversi potenziali, sostenere la resilienza dei territori e favorire azioni e investimenti materiali e immateriali di area vasta.

L’assessore ha poi sottolineato che occorre pensare a una strategia più vasta che includa il bacino del Mediterraneo occidentale e che interagisca sempre di più con le reti ed iniziative internazionali già in essere (Vanguard, West Med Initiative, Union for Mediterranean). Il ruolo che la Regione Emilia-Romagna dovrebbe assumere è quello di "cerniera tra una nuova strategia di sviluppo sostenibile dell’area mediterranea e dei balcani occidentali e la strategia di crescita dell’Unione".

L’evento è stato costruito sul concetto di «Fabrication laboratory» (Fab Lab): attraverso una conferenza e una mostra sono infatti stati presentati i primi risultati ottenuti dai 90 progetti finanziati dal Programma Med 2014/20. Le attività in corso stanno coinvolgendo 870 soggetti, di cui ben 208 italiani.

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Pubblicato il 10/05/2018 — ultima modifica 16/05/2018
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