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Programmazione territoriale

Programmi speciali d'area


Cosa fa la Regione

I programmi speciali d'area sono un insieme di interventi pubblici e privati per valorizzare e sviluppare aree territoriali omogenee in attuazione di una strategia condivisa. Agiscono mediante concertazione e condivisione di obiettivi nel sistema della programmazione regionale.

Parole chiave: negoziazione, programmazione dal basso, azione integrata settorialmente, integrazione amministrativapluralità di fonti finanziarie e di strumenti amministrativi.

La programmazione negoziata coinvolge Regione, Enti locali, altri soggetti pubblici o a partecipazione pubblica, parti sociali, privati.

 

I Programmi speciali d'area (PdA), istituiti dalla legge regionale n. 30 del 19 agosto 1996, sono lo strumento della programmazione negoziata promosso dalla Regione con l'obiettivo di:

  • accrescere l’integrazione fra gli Enti locali, il coordinamento degli strumenti di programmazione, l’impiego integrato delle risorse finanziarie e di promuovere il metodo della programmazione negoziata quale strumento per realizzare la governance regionale;
  • predisporre il Programma d'Area come un complesso di interventi per la valorizzazione di aree territoriali con particolari situazioni economiche, sociali, culturali ed ambientali, o per aree urbane dove sono necessari consistenti interventi di riqualificazione e recupero che richiedono l'azione coordinata di pubblico e privato;
  • promuovere il Programma su istanza, con l'assenso e la partecipazione - sia alla predisposizione che alla realizzazione - degli Enti locali dell'ambito territoriale interessato.

La prima generazione dei programmi venne concertata con i territori nel 1997 e si proponeva di realizzare un insieme di investimenti sulle infrastrutture e le dotazione delle città valorizzando le infrastrutture produttive o le strutture di accompagnamento al turismo. La prima stagione è sperimentale ed stata caratterizzata dalla necessità di apprendimento di un nuovo metodo di lavoro.

La seconda generazione ha preso il via dopo l’arrivo delle risorse europee dell’Obiettivo 2. Dai territori emerse l'esigenza di programmi più orientati a investimenti leggeri per valorizzare le emergenze e le vocazioni delle rispettive aree. Si è curata la fruibilità del territorio e l’accessibilità di attrattori quali parchi e fiumi. In questa fase il metodo della programmazione negoziata si consolida e si amplia notevolmente il numero di soggetti che partecipano ai programma. A Imola e Piacenza continua la programmazione strategica che accompagna le città, in sinergia con la formazione di reti di città che si è concretizzato con l’Obiettivo 10 del Dup.

La terza generazione nasce durante la formazione della strategia per la Programmazione unitaria dei fondi strutturali e dei fondi nazionali (Dup) e individua nello sviluppo delle reti di città uno degli obiettivi. Si traduce nello sviluppo di due poli: Parma e Ferrara. A Parma si sceglie una strategia di sviluppo legata alla presenza internazionale di ricercatori dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e il potenziamento del turismo congressuale. Ferrara sceglie di investire nel centro storico dando corpo alla iniziativa dell’Unesco che ha promosso la città quale patrimonio dell’umanità.

A chi rivolgersi

Servizio Coordinamento delle politiche europee, programmazione, cooperazione, valutazione

viale Aldo Moro 30 - 40127 Bologna
tel 051 5278901- 051 5273614 fax 051 5273683
programmiarea@regione.emilia-romagna.it
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Responsabile del servizio Caterina Brancaleoni

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Pubblicato il 25/07/2013 — ultima modifica 05/09/2017
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