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Modena, verso il nuovo piano urbanistico della città

Scenari demografici ed economici e stato di avanzamento sono stati al centro di un convegno

Un aumento dell’export per un ammontare di 12 miliardi di euro, picco dal 2000, una tenuta dell’occupazione e dati positivi sull’attrattività della città per quanto riguarda il turismo, a dimostrazione della capacità competitiva del territorio modenese, che è in fase di crescita e che possiede radici, qualità e condizioni per attrarre nuovamente.

È il quadro economico e produttivo che emerge dall’analisi del Cresme, società di ricerca che ha sviluppato lo studio sugli scenari demografici ed economici della Provincia e del Comune di Modena nel percorso del Piano urbanistico, che è stato illustrato nel corso del convegno che si è svolto il 31 maggio 2017 presso il Teatro Fondazione Collegio San Carlo.

Tra le riflessioni, la consapevolezza della trasformazione demografica della città, con un calo e un invecchiamento della popolazione riflettendo sulle politiche di welfare, sul tema della natalità, sui migranti; la sfida della crescita come città compatta e inclusiva, ponendo l'accento sulle infrastrutture materiali della mobilità (Complanarina, Cispadana, Pedemontana, Bretella e varie connessioni) e su quelle immateriali, come l’estensione della banda ultra larga.

Lo studio del Cresme ha evidenziato come a Modena ci siano segnali di ripartenza interessanti, ma che non hanno ancora risolto tutte le questioni. Un aggiornamento del piano urbanistico, nella direzione di una minore rigidità e di uno snellimento delle procedure, si rende necessario per agevolare l'attività delle imprese.

Interventi prioritari, garantire una qualificata accessibilità a Modena, a partire dai caselli autostradali; offrire possibilità al settore agroalimentare che a sud della città chiede di continuare a investire e rafforzarsi; riqualificare i poli produttivi (in particolare Modena nord e i Torrazzi) dal punto di vista ambientale e dei servizi; trovare risoluzione a questioni nelle aree produttive storiche che sono in trasformazione, come ad esempio le Fonderie.

L’analisi presentata è la sintesi di una ricerca più articolata e complessiva; in programma, varie occasioni di scambio e verifica per arrivare alla costruzione del nuovo piano urbanistico.

 

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Pubblicato il 01/06/2017 — ultima modifica 09/06/2017
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